Nel 1991 i treni LEGO cambiarono tecnologia e linguaggio. Il nuovo sistema 9V portò l’alimentazione direttamente nei binari metallici e il set 4558 Metroliner ne divenne immediatamente il simbolo: un convoglio passeggeri elegante, lungo e ricco di ambienti interni, pensato per unire il fascino del modellismo ferroviario alla giocabilità tipica di LEGO. Due anni dopo, il 4547 Club Car aggiunse l’inconfondibile carrozza panoramica che, per molti AFOL, completò definitivamente il treno. Più di trent’anni dopo, quella composizione resta una delle immagini più riconoscibili nella storia dei treni LEGO.
Il Set
Una nuova generazione di treni
Il LEGO 4558 Metroliner arrivò nel 1991, nel momento in cui la linea Trains lasciava alle spalle il sistema 12V. LEGO aveva già utilizzato l’alimentazione a 9V in altri temi, ma per il mondo ferroviario il cambiamento fu radicale: la nuova gamma debuttò con dodici set coordinati e con binari completamente ridisegnati.
La corrente viaggiava attraverso le rotaie metalliche e veniva raccolta direttamente dal motore. Il regolatore 4548 permetteva di controllare velocità e direzione, ma non era incluso nel Metroliner e doveva essere acquistato separatamente. Una scelta che oggi può sorprendere, soprattutto considerando il ruolo di modello di punta ricoperto dal 4558.
Il progetto del sistema era iniziato all’inizio del 1988. I designer avevano tre anni per ripensare quasi tutto, conservando però due elementi di continuità: i vecchi rotabili 12V dovevano poter circolare sui nuovi binari e gli agganci magnetici dovevano rimanere. Secondo Torben Plagborg, tra le ragioni del passaggio al 9V vi erano anche i problemi di contatto che polvere e sporco potevano causare nel sistema precedente.
Tre carrozze, tre ambienti
Secondo Brickset, il set comprende 784 pezzi e 11 minifigure; BrickLink ne inventaria 739, a causa dei differenti criteri usati dai database moderni. Nella scatola si trovavano un ovale di binari, una piccola banchina e un convoglio formato da tre elementi, lungo complessivamente più di 75 centimetri.
Le due carrozze di testa avevano un aspetto quasi identico, creando l’immagine di un moderno treno reversibile. Soltanto una, tuttavia, ospitava il motore 9V: un elemento massiccio con ruote metalliche che prelevavano corrente dai binari. Dallo stesso motore partiva il cavo destinato al nuovo mattoncino luminoso 1×2, grazie al quale i due fari gialli anteriori si accendevano durante la marcia.
La prima motrice conteneva la cabina del macchinista, due strumenti stampati e un piccolo ambiente ristoro con bancone, tavolini alti e tazze. La carrozza centrale offriva quattro posti a sedere, due tavolini ribaltabili e spazi studiati per sistemare le valigie. Era presente persino una piccola zona di servizio, mentre dieci finestre e quattro porte rendevano l’ambiente luminoso e facilmente accessibile.
La seconda carrozza di testa nascondeva una configurazione completamente diversa: uno spazio per le biciclette e uno scompartimento notte con una cuccetta ribaltabile. All’esterno le differenze erano minime, tanto che il blocco del motore veniva simulato anche sul veicolo non motorizzato per conservare la simmetria del convoglio.
Tutti e tre gli elementi erano costruiti su basi da 6×28 stud. Le tecniche erano semplici e facevano largo uso di mattoncini e piastre tradizionali, ma l’accessibilità era eccellente: le grandi porte si aprivano e i tetti, fissati con pochi stud, potevano essere rimossi rapidamente. Il Metroliner non chiedeva quindi di essere soltanto guardato mentre girava sul circuito; invitava continuamente a fermarlo e a giocare con ciò che accadeva al suo interno.
Passeggeri, bagagli e parti speciali
Le 11 minifigure rappresentavano personale ferroviario e viaggiatori. I personaggi avevano la semplicità tipica dell’epoca, con decorazioni solo frontali e gambe monocromatiche, ma insieme comunicavano l’idea di un treno pieno di vita. Biciclette, valigie, pacchi e un nuovo carrello portabagagli rosso moltiplicavano le situazioni di gioco.
Il set introdusse o utilizzò diversi componenti realizzati per la nuova generazione ferroviaria: le grandi estremità sagomate delle cabine, nuovi gruppi ruota, il pantografo e il relativo supporto, elementi scanalati e il mattoncino con luce. Particolarmente caratteristici erano anche i grandi finestrini e le porte decorate. Nella riedizione del 2001 proprio queste porte avrebbero perso la stampa, sostituita da adesivi.
La banchina era piccola ma ben studiata. Poteva essere collegata ai binari e comprendeva sedute, due lampioni non illuminati e un tabellone con gli orari. Non era una vera stazione, ma bastava a dare un luogo alle partenze e agli arrivi del convoglio.
La confezione e le istruzioni
Anche la presentazione contribuiva alla sensazione di trovarsi davanti a un prodotto importante. La grande scatola del 1991 misurava circa 50 × 35,5 × 10 centimetri e mostrava il Metroliner lanciato fuori da un tunnel. Il coperchio sollevabile permetteva di vedere parte del contenuto attraverso ampie finestre e un inserto trasparente esponeva alcuni elementi e minifigure, secondo uno stile oggi indissolubilmente legato ai grandi set LEGO di quegli anni.
Sul retro e all’interno della confezione comparivano funzioni, contenuto, modello alternativo e l’avvertenza relativa al trasformatore non incluso. Le prime scatole del 1991 non riportavano ancora il logo SYSTEM, aggiunto nelle produzioni successive a partire dal 1992: un dettaglio che consente di distinguere rapidamente le due versioni.
Il manuale, in formato A4 e composto da 44 pagine, utilizzava fotografie reali dei modelli nelle diverse fasi e comprendeva anche le istruzioni per una costruzione alternativa. Completavano la dotazione materiale promozionale, un opuscolo per ordinare i ricambi e due piccoli fogli di adesivi. Le fasce rosse, bianche e blu erano in gran parte realizzate con elementi colorati, ma alcuni adesivi servivano a proseguire correttamente il motivo sulle estremità del treno.
Perché è diventato Iconico
Il Metroliner è ricordato innanzitutto perché diede un volto alla nuova ferrovia LEGO. Il passaggio dal 12V al 9V non fu un semplice aggiornamento: cambiavano alimentazione, binari ed equilibrio dell’intera gamma. Serviva un set capace di presentare quella trasformazione come un progresso desiderabile, non come la perdita di un sistema amato. Il 4558 riuscì nell’impresa.
Il percorso progettuale fu tutt’altro che immediato. Vennero costruiti numerosi prototipi e provate molte combinazioni ispirate ai treni veloci di diversi Paesi. I modelli di studio venivano poi smontati per recuperarne i pezzi: non erano oggetti pensati per essere conservati, ma strumenti di lavoro.
La livrea definitiva grigia, attraversata da fasce rosse, bianche e blu, fu deliberatamente ispirata ai convogli Amtrak. Il riferimento serviva anche a rendere il prodotto più interessante per il mercato nordamericano e colmava una lacuna cromatica nella nuova gamma 9V, che non aveva ancora un grande modello dominato dal grigio. Il risultato, tuttavia, non sembrava una semplice imitazione: aveva un’identità sobria, tecnica e immediatamente riconoscibile.
Era inoltre un treno capace di soddisfare pubblici diversi. Per i bambini offriva porte, personaggi, bagagli, illuminazione e numerose scene da inventare. Per gli appassionati più vicini al modellismo proponeva una composizione coerente, proporzioni convincenti, una motorizzazione integrata e la possibilità di ampliare il convoglio.
Il 4547 Club Car, la carrozza belvedere
Nel 1993 arrivò il 4547 Club Car, conosciuto dagli appassionati anche come la carrozza panoramica o “belvedere” del Metroliner. Venduta separatamente, aggiungeva una struttura su due livelli dall’aspetto immediatamente riconoscibile. La parte superiore, rialzata e ampiamente vetrata, offriva ai passeggeri una visuale privilegiata; quella inferiore ospitava un altro ambiente di viaggio.
Le cinque minifigure, il tetto rimovibile e gli interni accessibili ne facevano un set autonomo, ma era accanto al 4558 che il Club Car esprimeva pienamente il proprio fascino. Inserito nel convoglio, ne allungava la sagoma e gli dava l’aspetto di un treno internazionale di lusso. Per molti AFOL il Metroliner sembra ancora oggi quasi incompleto senza la sua carrozza belvedere.
La prova più evidente della longevità del progetto arrivò nel 2001. A dieci anni dal debutto, LEGO ripropose il treno nella linea LEGO Legends come set 10001, con modifiche minime; anche la carrozza panoramica tornò come set 10002. La possibilità di ricostruire l’intero convoglio dimostrava che non era più considerato soltanto un prodotto del proprio tempo, ma un classico già riconosciuto.
Fra i molti treni LEGO, il Metroliner continua dunque a emergere perché riassume un’intera epoca. È il ricordo dell’arrivo del 9V, ma anche l’esempio di un equilibrio particolarmente riuscito fra meccanica, estetica e gioco. Non fu il treno più realistico mai costruito con i mattoncini, né aveva bisogno di esserlo: bastavano la sagoma slanciata, i fari accesi e quelle tre fasce colorate per far immaginare una partenza verso una grande città.
Un ricordo personale
Il Metroliner è anche uno dei set LEGO ai quali sono più affezionato. Da bambino desideravo ogni Natale il 4558, ma quel grande treno grigio non arrivò mai sotto l’albero. Rimase così per anni uno di quei set osservati e sognati sulle pagine dei cataloghi, fino a una sera dei primi anni Duemila, quando riuscii finalmente ad aggiudicarmi su eBay la sua riedizione, il set 10001. Quella, però, è una storia che merita di essere raccontata con calma in un articolo dedicato.
Curiosità
In alcuni mercati il 4558 fu conosciuto anche come Euro Express.
Durante le prove del nuovo sistema, il gruppo di sviluppo costruì un rettilineo lungo circa 50 metri e collegò oltre cento carrozze. Secondo il ricordo di Torben Plagborg, la forza degli agganci magnetici cominciò a cedere soltanto intorno alla novantesima carrozza.
La riedizione 10001 del 2001 rimase quasi identica al modello originale. Una delle differenze più visibili riguardava le grandi porte laterali: nel 4558 il motivo era stampato, mentre nella riedizione veniva applicato tramite adesivi.
Dai prototipi al Metroliner definitivo
Il Metroliner che conosciamo fu il punto di arrivo di una ricerca durata circa tre anni. Nelle fotografie conservate da Torben Plagborg compaiono numerosi prototipi caratterizzati da forme, frontali e combinazioni cromatiche differenti. Il gruppo di sviluppo studiò le livree di molti treni veloci internazionali, sperimentando soluzioni anche molto lontane dal grigio che sarebbe poi diventato inseparabile dal set 4558.
Questi modelli non servivano soltanto a scegliere i colori. Permettevano di valutare l’identità dell’intera nuova gamma 9V, l’equilibrio fra realismo e linguaggio LEGO e la capacità del treno di risultare convincente in mercati diversi. Nelle fotografie dello sviluppo si possono riconoscere anche studi dedicati ad altri modelli della linea, fra cui una prima versione della locomotiva elettrica rossa che sarebbe diventata il set 4551 Crocodile Locomotive.
Sviluppo prodotto – accesso riservato ai dipendenti (Foto: Torben Plagborg / Collezione privata
I prototipi venivano presentati in ambienti riservati, accessibili esclusivamente al personale coinvolto nel progetto. Una volta concluse le valutazioni, erano normalmente smontati e i pezzi venivano riutilizzati per realizzare nuovi modelli. Portarli fuori dall’azienda non era consentito: le immagini dell’epoca sono quindi particolarmente preziose, perché documentano costruzioni fisiche che con ogni probabilità non esistono più.
La scelta del modello definitivo coinvolse progettisti, direzione e rappresentanti del marketing internazionale. La livrea grigia attraversata dalle fasce rosse, bianche e blu fu deliberatamente ispirata ai convogli Amtrak. Oltre a distinguere il Metroliner dagli altri set della nuova gamma ferroviaria, questa soluzione contribuiva a renderlo immediatamente riconoscibile e più interessante anche per il mercato nordamericano. Da quella lunga selezione nacque una delle livree più iconiche nella storia dei treni LEGO.
(Foto: Torben Plagborg / Collezione privata)
Il Designer
Il designer del Metroliner era Torben Plagborg, nato nel 1959 a Grindsted, in Danimarca. Entrò in LEGO dopo aver risposto a un annuncio pubblicato nel 1984 e dal Febbraio 1988 lavorò come product line designer al nuovo sistema ferroviario 9V.
Torben Plagborg 1988 (Foto: Torben Plagborg / Collezione privata)
Accanto a lui operarono Claas Runo Järnros, già coinvolto nei treni 12V, e Bjarne Juhl Larsen, arrivato in LEGO dopo una lunga esperienza professionale come muratore. Il loro lavoro non riguardò soltanto l’aspetto del Metroliner, ma l’intero ecosistema tecnico e commerciale che avrebbe sostenuto i treni LEGO per molti anni.
Claas Runo Järnros (Foto: Torben Plagborg / Collezione privata)
Bjarne Juhl Larsen (Foto: Torben Plagborg / Collezione privata)
Un ringraziamento particolare a PROMOBRICKS per le bellissime immagini dei set, dei dettagli e dei prototipi storici provenienti dalla collezione personale di Torben Plagborg, che ci permettono di osservare da vicino il Metroliner e il percorso progettuale che portò alla sua nascita.





















