Un’idea estiva di Gabriele Alemani e Giorgio Ferrano, nata quasi per caso, ha partorito un progetto lungo nove mesi che nel pomeriggio del 22 Marzo 2015 ha visto la luce nel foyer del PalaYamamay, dove furono tolti i veli al PalaLEGO, impressionante opera realizzata da BrianzaLUG che riproduce fedelmente il PalaYamamay (senza il lato alla destra della tribuna stampa per una capienza di 2000 “persone”).
Tutto nasce da una pazza idea
L'idea inizia a prendere forma
Pezzo dopo pezzo, mattoncino dopo mattoncino (ce ne sono voluti ben 50.000!), gli appassionati di BrianzaLUG – una quindicina di persone che per mesi hanno lavorato due sere alla settimana a gruppi di 3/4 persone dalle ore 21 a ben oltre la mezzanotte in uno dei magazzini del PalaYamamay “vero” – hanno realizzato in scala 1:43 l’impianto di viale Gabardi, compresi stemmi, striscioni (realizzati su tessuto adesivo), rete e tabellone luminoso, dove al posto dei nomi delle giocatrici delle due squadre ci sono quelli delle persone che hanno realizzato l’opera. Come detto, tutto è nato durante l’estate del 2014, esattamente il 13 Giugno, quando Alemani, il fotografo ufficiale di Uyba, e Ferrano hanno pensato ad una storia a fumetti “#Uybamini” che raccontasse la costruzione della nuova squadra.
Inizia la progettazione
Nella prima “puntata” si vedono le “LEGO” Cisky Marcon e Giulia Leonardi al centro del PalaYamamay pronte ad andare a conoscere le nuove compagne. Acquisto dopo acquisto ecco la realizzazione delle dodici “farfalle” che però, a quel punto, necessitavano di un campo nel quale giocare. La storia, pubblicata su internet, ha “catturato” l’attenzione e l’apprezzamento di tantissimi appassionati di LEGO, tra questi appunto quelli di BrianzaLUG, che hanno contattato la società proponendo di realizzare anche il PalaYamamay. La progettazione è durata ben sei mesi, nei quali Luca Rusconi e Antonio Ballarin – progettisti del PalaLEGO – partendo dai disegni originali del PalaYamamay, hanno ricostruito in 3D tutta la struttura con tutti i pezzi a catalogo di LEGO, da quelli standard a quelli più introvabili, tanto che per alcuni è stato necessario ordinarli su internet ad appassionati stranieri (qualcosa è arrivato addirittura dalla Russia).
Non si molla uno stud
Difficoltà? Non poche, ma le principali hanno riguardato la costruzione del campo, realizzato con una tecnica particolare e riprodotto esattamente nelle misure reali (sempre in scala 1:43), la copertura, che inizialmente non era stata messa in… cantiere, e le torri rosse perché i vani scale hanno curvature particolari. Ieri l’ultimo atto con il “trasferimento” dal magazzino al foyer che ha visto coinvolte otto persone e un camion che ha trasportato l’opera (dal peso di 250 chilogrammi!) dal magazzino al livello del campo fino al foyer passando per una rampa di accesso al palasport. Il PalaLEGO resterà all’interno del PalaYamamay e verrà posizionato in una teca di vetro.




















