RECENSIONE: LEGO® set 10266 – CREATOR™ Expert – “NASA Apollo 11 Lunar Lander”

Giugno 14, 2019
Di Frank4bricks
  • Evidenza

“Un piccolo passo per l’umanità…”

Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong, per la prima volta nella storia dell’umanità, mise i piedi sul suolo lunare, dopo che il modulo spaziale “Eagle” completò con successo la fase di allunaggio.

Questo set rende omaggio a quella prodigiosa impresa, che dimostrò che quando noi essere umani ci impegniamo, siamo in grado di fare pressoché qualsiasi cosa.

Il set è solo l’ultimo di una serie di set ispirati ai mezzi e agli uomini e donne della NASA (e del JPL – Jet Propulsion Lab), alcuni ufficiali e altri della linea LEGO® Ideas, ma tutti con in comune la stessa cosa: il tributo al bisogno primordiale dell’essere umano di scoprire ed esplorare ciò che è ignoto. Ai tempi di Cristoforo Colombo, Magellano, Vespucci questo “ignoto” era il nostro stesso Pianeta, ma con il progetto del Presidente J. F. Kennedy divenne chiaro che all’umanità i confini del nostro Pianeta cominciavano ad andare un po’ stretti. Certo, la grande spinta verso l’esplorazione della Spazio era dovuta anche al desiderio degli USA di dominare i “concorrenti” dell’URSS e dalle grandi lobby del comparto militare e bellico, ma la “conquista della Luna” resta in assoluto una delle maggiori imprese di noi essere umani.

Veniamo però al set, che abbiamo divagato abbastanza.

Anche per questa recensione, visto che non siamo certo i primi a recensire il set, abbiamo pensato di dare un taglio un po’ diverso dal solito, analizzando il set seguendo le “istruzioni” di come funzionava il modulo “Eagle“.

La scatola.

Parliamo di un set che include 1.087 mattoncini, che riproduce fedelmente il Lunar Lander “Eagle” della Missione Apollo 11 ed il suo iconico aspetto di “astronave” di fine degli anni ’60.
Prezzo al pubblico (listino S@H): € 94,99.
Lievemente meno caro del “fratello maggiore” NASA Saturn V (il razzo che portò il Lunar Lander in orbita) e con 880 mattoncini in meno.
Diversamente dal set 21309 (il quale fa però parte della linea LEGO® Ideas, mentre questo nuovo set è un set “ufficiale” progettato dai Designer LEGO® e non da un AFOL), il nuovo set 10266 include anche due Minifigure complete di tuta spaziale. Nel set del Saturn V erano invece incluse “solo” 3 Microfigure (per evidenti motivi di “scala”).

La grafica della scatola è eccezionale: mostra il set costruito come se fosse poggiato sul vero suolo lunare, con la nostra Terra sullo sfondo.

Sul retro della scatola troviamo inoltre la rappresentazione della procedura di separazione degli stadi che compongono il Lunar Lander, nonchè degli interni del modulo che ospitava i due astronauti (ricordiamo infatti che Michael Collins rimase in orbita intorno alla Luna all’interno del CSM (Command & Service Module), in attesa che i due compagni di missione terminassero i propri compiti sul suolo lunare.

All’interno della scatola troviamo 8 polybag trasparenti e numerate da 1 a 4, il libro delle istruzioni che include tante e meravigliose immagini d’epoca, il foglio con gli adesivi.

La costruzione.

La costruzione parte con la versione in mattoncini del “suolo lunare”, che fungerà ovviamente da base per il display del set. Realizzata in maniera molto simile alle “basi” dei set LEGO® Architecture (con tanto di tile 1×8 nero con serigrafato il “titolo” del set), è stata completata con dettagli quali crateri, “impronte” degli Astronauti e altri dettagli “ambientali” piccoli ma al posto giusto. I mattoncini per realizzarla sono quelli della buste numerate con “1”.

Aprendo le buste numerate “2”, si passa alla costruzione della struttura interna del “Descent Stage” (modulo di discesa/allunaggio) del nostro “Eagle“.

Questa fase della costruzione è leggermente ed inevitabilmente ripetitiva, data la simmetria della struttura interna del Modulo, quindi la “noiosità” è assolutamente accettabile. Nelle immagini si può vedere come due dei quattro “pannelli” siano in realtà dei “vani di servizio”: uno include la telecamera che riprese Neil Armstrong poggiare, primo essere umano a farlo, il proprio piede sulla superficie lunare. L’altro contiene il Riflettore Laser grazie al quale è ancora oggi possibile, puntando un Telemetro Laser verso il nostro Satellite, misurarne la distanza dalla Terra.

E’ ora il turno delle buste numerate “3”, con il cui contenuto si completa la struttura centrale (finalizzando le pannellature esterne) del “Descent Stage“, alla quale vengono poi aggiunte le quattro “zampe” che hanno permesso al Modulo stesso di poggiare sul suolo lunare (allunare).

Su una delle “zampe” trova posto il tile 2×2 con l’adesivo che riproduce la targa “Veniamo in pace per tutta l’umanità”.

Questa, nella realtà, fu la sezione del Lunar Lander che rimase (e tuttora resta) sul suolo lunare. La sua funzione infatti era quella di consentire al Modulo “Ascent Stage” di allunare e di fare poi da “base di lancio” per il Modulo stesso a missione ultimata. Il Modulo riposa ancora oggi là dove è allunato, a imperitura memoria di quello che noi “piccoli uomini” siamo riusciti a fare il 20 luglio 1969!

Terminata la costruzione del “Descent Stage“, si passa alle buste numerate “4”, iniziando così a realizzare la versione in mattoncini del Modulo “Ascent Stage“, che consentì ai due Astronauti Neil Armstrong e Edwin “Buzz” Aldrin di scendere sulla superficie lunare, di restarci per tutto il tempo necessario a completare la propria missione e di ritornare poi in orbita lunare per ricongiungersi con il CSM (Command & Service Module), all’interno del quale li aspettava Michael Collins.

Il Modulo, diviso in tre sezioni per garantire un’ottima giocabilità, è completo di “pannelli di controllo” (tile con adesivi che riproducono la strumentazione di bordo) e comandi, oltre che dello “spazio vitale” per ospitare le due Minifigure) e degli iconici “propulsori direzionali” tipici delle “Astronavi” dell’epoca.

Parliamo quindi della sezione del Lunar Lander che ha fatto da “casa” per i due Astronauti durante la loro permanenza sul suolo lunare e che ha consentito loro di riagganciarsi al CSM per tornare sul nostro Pianeta.

Curiosità.

La versione in scala e proporzionata alle dimensione del razzo Saturn V che lo trasportava del Lunar Lander era presente anche nel set 21309 “NASA Saturn V“:

Fonte foto: Brickset

Conclusioni.

Per gli appassionati delle Missioni NASA, per chi da sempre è affascinato dalla esplorazione spaziale e del cosmo e soprattutto per chi fosse già in possesso dei precedenti set 21309 “NASA Apollo Saturn V“, 21312 “Women of NASA“, 21104 “NASA Mars Science Laboratory Curiosity Rover” (e perchè no, anche del set CuuSoo 21101 “Hayabusa“), questo set 10266 “NASA Apollo 11 Lunar Lander ” è decisamente imperdibile.

A proposito di

Appassionato costruttore e collezionista di LEGO Technic, inganna il tempo tra una uscita di set LEGO e l’altra, costruendo LEGO City, LEGO Architecture e…non tutto si può svelare! Per BrianzaLUG è colui che si occupa attivamente dell'organizzazione di Eventi e Mostre. Non fa parte dei Padri Fondatori di BrianzaLUG, ma si mette in luce per volontà e impegno aiutando in modo non indifferente la crescita del Gruppo. A fine 2014 entra a votazione unanime a far parte del Consiglio Imperiale.

Lascia un commento